edifici trasferibili in legno
21
Ott

Edifici trasferibili in legno

Gaetano Sciuto
The use of temporary, transportable and quickly assembled on site housing units, in the ordinary meaning is connected to emergency situations; that is when it’s necessary to give an immediate response to a sudden demand for housing, whether as a result of natural disasters, both due to unpredictable events, such as the migratory waves. But the housing emergency also concerns the part of the world’s population who lives in favelas, shanty towns and slums, in poor and extremely bad conditions. The use of prefabricated housing units, thanks to their transferability and adaptability to several settlement contexts and to the different requirement of potential users, can be a good solution to answer to these needs; but the idea of an exclusive use related to emergencies should be overcome. These buildings can be efficiently used in several ways: for agricultural activities, to answer to the labor mobility linked to seasonal production cycles, as houses for mobile yards’ workers or for sites located far from cities, or even as buildings used for limited periods, such as tourist residences or holiday houses. At any rate, they must always guarantee adequate standards in any site and in any climate. Three different projects concerning transferable housing modules are illustrated; they are designed to be easily transported and assembled on site, comfortable, sustainable, with low energy consumption and also expandable to adapt themselves to different requirements
.

La locuzione architetture temporanee rappresenta, nell’accezione comune, quasi un ossimoro. Si è portati infatti a identificare i manufatti architettonici con oggetti permanenti e stabili, destinati a conservarsi negli anni; quasi eterni, soprattutto se rapportati alla durata della vita umana. (…)  Al giorno d’oggi gli edifici temporanei possono essere concretamente utilizzati, ad esempio, per consentire la prosecuzione delle attività (residenziali e/o lavorative) che si svolgono all’interno di fabbricati interessati da lavori di manutenzione di varia natura e che, a causa di questi, è necessario sgomberare per periodi più o meno lunghi. I manufatti temporanei dovranno pertanto poter essere semplicemente e rapidamente montati in opera e altrettanto velocemente smontati, quando il loro compito sarà esaurito; inoltre dovranno consentire la totale reversibilità dell’intervento, senza cioe` modificare in maniera permanente il sito in cui l’opera è sorta, garantendo il ripristino dello stato di fatto originario dopo il loro smantellamento.
Tra le architetture temporanee si annoverano anche quelle mobili e transitorie. (…)

La natura di questi oggetti edilizi è già intuitivamente comprensibile a partire dalla loro definizione, considerando il significato degli aggettivi mobile e transitorio. Mobile sta a indicare la loro capacità di compiere o subire spostamenti da un luogo a un altro e quindi presuppone una opportuna configurazione, al fine di soddisfare eventuali richieste di rapidi trasferimenti e di impiego immediato. Transitorio indica invece il fenomeno relativo al passaggio di un sistema da un regime a un altro, da una situazione a un’altra; sottende quindi l’idea di un organismo architettonico che oltre alla possibilità di movimento, contempli anche la capacità di trasformazione delle sue parti nello spazio e nel tempo.

Un esempio sono gli alloggi temporanei utilizzati in caso di eventi calamitosi e che da circa un decennio hanno soppiantato, nella funzione di ricovero di emergenza, le tende e i containers. Questi ultimi, di scarsa qualità e con scadenti prestazioni, rappresentavano un miglioramento solo apparente rispetto alle tende ma, essendo più resistenti e più duraturi di quelle, sovente in passato si trasformavano in dimora stabile, in attesa di una ricostruzione che tardava a concretizzarsi. (…)

Da quanto visto precedentemente emerge quindi che le costruzioni temporanee e trasferibili dovranno possedere alcuni requisiti imprescindibili: essere totalmente realizzate fuori opera, in modo da limitare le lavorazioni in opera, riducendole a semplici operazioni di assemblaggio a secco dei diversi componenti; essere facilmente trasportabili su mezzi di uso comune e sull’intera rete viaria; possedere caratteri di adattabilità e flessibilità, sia relativamente all’intero organismo edilizio, sia per ciò che concerne l’articolazione degli spazi interni, così da potersi adeguare a diversi possibili modi d’uso e alle differenti esigenze dei fruitori.

I progetti di moduli abitativi trasferibili che saranno illustrati di seguito sono tutti pensati per perseguire il medesimo obiettivo: realizzare un manufatto facilmente trasportabile e assemblabile in sito, confortevole, sostenibile, attento al risparmio energetico e, all’occorrenza, anche espandibile in funzione delle differenti esigenze. Per ciascuno di essi questo obiettivo viene però raggiunto attraverso un differente approccio progettuale.
Il primo adotta un sistema costruttivo per componenti standardizzati e gerarchizzati, ognuno dei quali è predisposto per svolgere un ruolo ben preciso nell’ambito dell’organismo edilizio.
Il secondo prevede la realizzazione di un modulo tridimensionale che può incrementare il suo volume originario attraverso la rotazione di alcune parti mobili, dando luogo alla configurazione definitiva.
Il terzo ipotizza la progettazione di piu` moduli tridimensionali  differenziati per funzione e per contenuto, variamente componibili tra loro e capaci di dare luogo a diverse configurazioni spaziali, che possono anche variare nel tempo. (…)

⇒ l’approfondimento continua sul numero 38 de ilProgettoSostenibile

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