Franchino
27
Lug

Le reti territoriali come incontro tra ambiente naturale e ambiente urbano

Rossella Franchino, Matteo Nigro, Miriam Amorim

La ricerca, svolta in collaborazione tra la Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli – Aversa (CE) – Italia (prof. Rossella Franchino e dott. Matteo Nigro) e l’Universidade Federal do Vale do São Francisco – UNIVASF – Juazeiro – Brasile (prof. Miriam Amorim) ha riguardato in generale l’applicazione sperimentale dello sviluppo del concetto di rete ambientale come estensione del modello di rete infrastrutturale a una realtà urbana di particolare rilievo dal punto di vista ecologico-naturale quale quella di Petrolina e Juazeiro, due città nel nord-est del Brasile separate dal fiume Rio São Francisco e appartenenti a due Stati federali diversi, dove il fiume segna il confine di stato. Tale fiume lungo circa 830 km e con un bacino idrico di circa 641.000 km² ricopre un ruolo molto importante per le due urbanizzazioni poste alle sue sponde.

Le due città, sorte proprio grazie alla presenza del fiume, Petrolina 114 anni fa e Juazeiro poco di più, sono disposte su due strisce con un’altissima urbanizzazione ed entrambe circondate dalla foresta tropicale e incontaminata del bioma Caatinga che è l’unico bioma esclusivamente brasiliano (caratteristico della regione denominata Sertão), il che significa che gran parte del suo patrimonio biologico non si trova in nessun altro luogo del pianeta. La parola Caatinga significa “foresta grigia” ed è esplicativa in quanto la vegetazione che caratterizza questa foresta si presenta per gran parte dell’anno secca e senza foglie mentre assume la colorazione verde in inverno, nella stagione delle piogge. La Caatinga occupa un’area di circa 750.000 km² ed è dominata da tipi di vegetazione secca, con erbe, arbusti di circa 3-7 m di altezza, latifoglie, con molte piante spinose, ad esempio legumi, intervallate da altre specie, come il cactus e le bromeliacee.

I due centri urbani di Petrolina e Juazeiro presentano caratteristiche bioclimatiche molto favorevoli allo sviluppo della biodiversità locale e sono di un’indubbia bellezza paesaggistica per le risorse naturali presenti nel territorio. Proprio per questa particolarissima condizione ambientale risultano essere un caso studio interessante per l’applicazione del concetto di rete ambientale intesa come incontro tra il sistema infrastrutturale del territorio e quello naturale del paesaggio. Laddove quest’incontro non avviene le cause della frammentazione vanno a colpire la biodiversità locale che risulta minacciata dall’urbanizzazione tanto da alterare gli habitat naturali.

L’attività scientifica è consistita nell’analisi preliminare delle infrastrutture a rete (in particolare trasporto e viabilità), nella classificazione degli elementi infrastrutturali, vuoti urbani e verde esistente, nello studio del livello di frammentazione ambientale del territorio, nell’analisi degli impatti attraverso il bilancio ambientale, nella individuazione degli indicatori fisici-ambientali, nella determinazione degli interventi di riqualificazione delle reti infrastrutturali e nella definizione di un progetto di reti ambientali per il territorio in esame.

In particolare, la fase di analisi ambientale è stata condotta mediante l’applicazione di uno strumento di gestione volontario, il Bilancio ambientale, sviluppato con le metodiche CLEAR (City and Local Environmental Accounting and Reporting, metodo finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE). Il metodo CLEAR prevede la realizzazione di un modello di bilancio ambientale flessibile, un bilancio “su misura”, e consente di effettuare un’analisi ambientale ben strutturata mediante un elaborato preventivo e uno consuntivo. La costruzione del bilancio ambientale per Petrolina e Juazeiro ha previsto, inoltre, anche la suddivisione in otto aree di competenza per le quali sono stati individuati diversi indicatori fisici di efficacia divisi in base alle specificità di ogni tematica rispetto ai principi dello sviluppo sostenibile…

⇒ l’approfondimento continua sul numero 29 de ilProgettoSostenibile

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