smart city
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Mag

Smart city the next generation

Christiano Lepratti

The International competition for the Dao Viet new Eco-city has concerned the formulation of a “Concept Design” for the Urban Planning of a new city including a sophisticated and detailed architectural design. The new city will span over a 788 Hectares land comprised in the wider Ha Long Ecological-Cultural Special Zone, in the delta of the Red River, in front of the Ha Long Bay, UNESCO Natural World Heritage. A completely energy self-sufficient city
that can accommodate up to thirty thousand people. The five islands that will be built in HA Long Bay in Vietnam as part of the project will be patterned after the landscape of the local natural environment. “In contrast to the anonymity of international architecture and formalism of nostalgic architec-ture” this project will be tied to the landscape. While involving typological and technological advances, it will also be simultaneously attentive to the evolution of local architectures.”

La Baia di HA, Long nel Golfo del Tonchino, è uno dei luoghi più suggestivi del mondo. Il suo spettacolare scenario che conta più di 3000 isole, ha affascinato poeti, pittori, uomini politici e rivoluzionari. Sono gli isolotti, ripidi ed inaccessibili come in un dipinto di Böklin, a rendere così particolare il suo paesaggio.
Il progetto qui presentato ha vinto un concorso internazionale a inviti per una città nella Baia, destinata a 30.000 abitanti e un’estensione di 800 ettari, concorso bandito dalla Petrovietnam (la Gazprom vietnamita).
Vincitore è un consorzio italo-tedesco con capogruppo il Tstudio di Roma. Chi scrive è co-autore e insieme al suo studio -malearc di Berlino responsabile della parte di progettazione sostenibile.

La proposta prevede la costruzione di un arcipelago, adagiato nella laguna, alla foce a delta del Fiume Rosso, del tutto artificiale ma integrato nel golfo come se fosse generato da un processo naturale di sfaldamento del continente. In una zona di fenomeni carsici che hanno modellato e modificato la baia di HA Long per 20 milioni di anni, le nuove isole entrano a far parte del paesaggio lagunare come se si trattasse di una sua naturale evoluzione, istantanea, compressa in un tempo breve. Partendo da un’analogia morfologica con il disegno dei confini del Vietnam, che ricorda la forma di un Drago e che trova conferma nel Mito sulle origini del paese, l’intera area è stata suddivisa in 5 isole che vanno a comporre in pianta il disegno del drago, dio della fortuna, del benessere e del buon auspicio: la “testa” protesa verso la baia di HA Long, il “corpo”, le “ali”, gli “arti superiori”, gli “arti inferiori”. L’architettura delle isole ripropone una porzione topografica del territorio circostante, virtualmente sezionata e posizionata sulle nuove terre galleggianti, a simulare uno smembramento naturale di natura carsica, quello stesso che ha modellato gli elementi rocciosi esistenti.

Hanoi dalla fine della guerra è la città simbolo della colonizzazione francese, che ha contribuito a consolidarne la vocazione di città di cultura e che, allo stesso tempo, ha lasciato un segno inconfondibile nella trasformazione urbana. Le sue ampie strade, gli spazi verdi e i richiami architettonici alla tradizione europea, ricordano le atmosfere della capitale francese.
Nella “testa del Drago” è proposto un sistema di collegamento costituito da trentasei strade, di maglia 6 x 6, che riprende la topografia della vicina capitale, dove, intorno al XV secolo, nel quartiere simbolo del centro storico, erano ospitate trentasei corporazioni mercantili in un labirinto di strade e vicoli sempre affollati, ricco di negozi, templi e case di forma oblunga (long hauses).

La testa, protesa verso la città di HA Long, è la porta sulla baia, che accoglie chi la raggiunge per mare. Qui sono previste una serie di abitazioni di altezza variabile, che arriveranno ad un’altezza massima di 7 piani, unitamente ad un sistema di spazi per la cultura il tempo libero il lavoro e il gioco, con negozi, caffè, teatri, ristoranti, cinema, hotel, impianti sportivi e biblioteche…

⇒ l’articolo continua sul numero 36-37 de ilProgettoSostenibile

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