facciata verde
11
Mag

Facciate verdi: i sistemi di monitoraggio

Adriano Magliocco, Katia Perini

The need to reduce energy consumption in public buildings has led INPS Liguria to carry out a series of energy improvements on its built heritage, including the construction of a green facade on the south side of the headquarters located in Genoa Sestri Ponente. The idea was born from the collaboration between the chief of the technical area, ing. Enrica Cattaneo, and the authors of this article. Through an agreement between INPS and the Department of Sciences for Architecture (Polytechnic School, University of Genoa), it has prepared a set of measures to monitor air quality, energy performance and the perception by citizens. Monitoring activities are currently underway in collaboration with CSR Ltd. (GSE) and ARPA Liguria, as well as the prof. Mark Ottelé the Delft University of Technology.
The objective is to obtain quantitative data, available only for a few cases found in the literature. Till now it have been conducted two sociological surveys (a few months before and after the realization), a first analysis of the holding capacity of fine particles and is ongoing data collection microclimate. We are also organizing the analysis phase of gaseous and evapotranspiration capacity of some varieties of plants used in the facade. The first available data confirm the ability of the vegetation to improve the environmental quality in cities.

Una delle principali problematiche ambientali delle città densamente costruite riguarda la scarsa qualità dell’aria. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, sono italiane ben 17 delle 30 città con livelli medi di polveri sottili superiori a quelli consentiti.
Legambiente (2012), annovera Genova fra le città peggiori in termini di qualità dell’aria, insieme a Firenze, Milano e Torino. Recenti studi (Ottelé et al., 2010; Sternberg et al., 2010) hanno dimostrato che l’efficacia della vegetazione per il miglioramento della qualità dell’aria riguarda principalmente l’assorbimento di polveri sottili e di gas inquinanti come COx, NOx e SOx. L’anidride carbonica è, infatti, utilizzata dalle piante per i processi foto sintetici, mentre l’azoto e il diossido di zolfo vengono convertiti dalle specie vegetali in nitrati e solfati. Inoltre, le polveri sottili (PM), in particolare quelle più piccole (<10 μm), aderiscono alla parte esterna della pianta. La vegetazione, come dimostrato da analisi condotte con microscopio elettronico ESEM, costituisce un supporto perfetto per raccogliere il particolato aereo a diverse altezze. Le polveri sottili più piccole di 2.5 μm sono quelle che aderiscono maggiormente alle foglie e sono quelle che possono essere inalate profondamente dal sistema respiratorio e causare problemi di salute e danni all’essere umano (Powe and Willis, 2004).

Baik et al. (2012) hanno esaminato gli effetti positivi in termini di miglioramento della qualità dell’aria delle coperture verdi con un modello CDF (computational fluid dynamics). I risultati mostrano, per un singolo edificio in un canyon urbano, che la presenza di vegetazione in copertura raffresca l’aria, aumentando la ventilazione nel canyon urbano e consentendo, pertanto, una riduzione della concentrazione di inquinanti. Infine da considerare l’efficacia, in termini di riduzione delle temperature radianti e dell’aria, rispetto alla capacità della vegetazione di ombreggiare le superfici degli elementi edilizi e dei selciati stradali, oltre che in relazione alla capacità evapotraspirativa (Perini, Magliocco, 2014). Chiaramente maggiore è l’apparato fogliare presente maggiore è l’effetto sulla qualità dell’aria, ma tessuti urbani particolarmente densi non sono in grado di ospitare elementi arborei. In questo caso è possibile fare riferimento a sistemi di copertura verde e facciata verde…

⇒ l’articolo continua sul numero 36-37 de ilProgettoSostenibile

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