19
Feb

LAND-LINKS Il paesaggio come infra/intra/eco (e info) struttura territoriale

Manuel Gausa Navarro

The definition of possible “mult-inter” strategies (multi-layer and ‘interterritorial’), to face the main challenges presented today by the new global exchange scenarios, would force us to contemplate some of the major transversal themes linked to the <re>factors – from recycling, re-definition, re-foundation, re-naturalisation and re-information – that today tend to mark the new urbanterritorial agendas.
We have used the terms LAND-LINKS and RECYTING to define potential strategies aiming to ensure coordinated qualitative developments, on a local and a global scale. Combining actions of articulated development and active conservation, of ‘urban systoles’ and ‘territorial diastoles’, in new multi-urban and relational devices. Extending landscape and consolidating the city.

Gli ultimi decenni hanno visto l’emergere di una doppia equazione basata, da un lato, sul posizionamento competitivo delle città e dei territori in un quadro economico globale (associato al crescente incremento della mobilità e della globalizzazione del mercato del suolo) e, dall’altro lato, sulla coscienza di una nuova sensibilità culturale e ambientale, che soleva la necessità di riflettere sugli attuali processi urbani (principali responsabili del consumo delle risorse naturali) e d´importanti forme di contaminazione mondiali dovute all’esponenziale concentrazione di masse di popolazione e flussi di attività nelle città.
La crescente accelerazione delle condizioni di mobilità e interscambio hanno evidenziato, in maniera progressivamente esplicita, la naturale dinamica degli attuali sistemi urbani e la loro nuova dimensione “geo-urbana”.
La nuova “città-territorio” si rivela, in questo senso, come un complesso “poli-territoriale” di relazione destinato, apparentemente, a favorire la dispersione di usi e funzioni, cercando una maggiore redditività economico-relazionale fra attività e posizionamento, con i conseguenti costi ecologici in materia di consumo energetico, del suolo e della matteria, ecc.

Il dibattito fra sostenibilità e forma urbana è stato associato, in effetti, alla dicotomia “compatto vs diffuso” e al concetto di alta densità (Compact City) come formula capace di ricondurre le città a possibili cicli sostenibili. Le ricerche in corso hanno dimostrato, nonostante, l’esistenza di limiti a partire dai quali aumentando la densità non si riduce, ma si aumenta, l’impatto ecologico urbano (ipotesi della compensazione). In tal senso, di fronte al paradigma della grande città compatta e omogenea, le attuali linee di ricerca difenderebbero una distribuzione urbana preferibilmente policentrica, strutturata per maglie regolari coordinate tra loro, basata sull’esistenza di nuclei di densità e grandi spazi verdi intermedi (ed “intermediari”), in una sistematica “dis-densa” (discontinuamente densa) degli insediamenti urbani, in funzione delle diverse condizioni naturali e geografiche: sistemi di “multi-città”, in rete, con densità variabili e diversificate (alte/medie/basse), diversità programmatica e sociale, accessibilità e prossimità “residenza/lavoro/svago”, un contatto maggiore con il paesaggio (e gli spazi liberi intermedi) e una politica decentralizzata basata sull’idea di comunità “inter-sociale” e “inter-comunale”. (…)

L’articolo completo è pubblicato sul numero 36-37 de ilProgettoSostenibile (vai all’indice)

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