rosmarino
29
Giu

Mitigazione dell’inquinamento urbano con le piante

Rita Baraldi, Francesca Rapparini, Camilla Chieco, Annalisa Rotondi

Le aree urbane e industriali sono generalmente caratterizzate da elevate concentrazioni di sostanze inquinanti di diversa natura (gassose, solide e liquide), derivanti dalle attività naturali e umane. Una volta emessi in atmosfera, questi inquinanti ne modificano la naturale composizione con conseguenti effetti nocivi sulla salute dell’ambiente e dell’uomo. La vegetazione nelle città, e quindi anche il verde pensile, può essere un validissimo strumento per raggiungere obiettivi di compensazione, mitigazione e miglioramento ambientale, in quanto le piante, fungendo da vero e proprio filtro purificatore, sono in grado di contrastare lo smog atmosferico causato principalmente dal traffico veicolare, dal riscaldamento degli edifici e dai processi industriali. Durante il giorno le foglie, attraverso microscopiche aperture (stomi), oltre ad emettere ossigeno e assorbire anidride carbonica possono anche assorbire, con un meccanismo simile, gas inquinanti come ozono (O3), monossido di carbonio (CO), biossido d’azoto (NO2) e anidride solforosa (SO2). L’assorbimento da parte delle foglie degli inquinanti dipende dalla loro idrosolubilità e dalla capacità di penetrare la membrana cellulare. La propagazione degli inquinanti all’interno dell’organismo vegetale avviene attraverso due vie, quella gassosa e quella liquida. Infatti alcune sostanze come l’ammoniaca (NH3), l’acido nitrico (HNO3) e l’acido nitroso (HNO2) sono idrosolubili per cui presumibilmente si dissolvono nell’acqua delle cavità stomatiche. Anche il benzene e il toluene, tipici gas inquinanti, vengono assorbiti dalle foglie e successivamente trasformati e detossificati dalle piante. L’intensità di assorbimento dipende dalle caratteristiche fogliari, in particolare dal numero degli stomi (una maggiore densità stomatica nelle foglie incrementa la capacità di assorbimento), mentre la trasformazione dipende dal sistema enzimatico coinvolto. Se ne deduce quindi che l’assorbimento e la detossificazione degli inquinanti è specifica per ogni specie vegetale. Fra le piante in grado di rimuovere più efficacemente il benzene dall’atmosfera abbiamo ad esempio Pelargonium domesticum, Ficus elastica e Chlorophytum comosum (Corneo et al., 1999), mentre Acer campestre e Quercus robur, mostrano in particolare un’elevata capacità filtrante nei confronti dei fluorurati. Gli inverdimenti estensivi con muschi e piante grasse riescono a ridurre efficacemente gli agenti inquinanti dei gas di scarico. Per ottenere un buon risultato è molto importante disporre di una vegetazione compatta, quindi tra le specie di Sedum, S. hybridum immergrauch risulta più idoneo in quanto caratterizzato da uno sviluppo più rapido rispetto a S. spurium e S. sexangulare…

⇒ l’approfondimento continua sul numero 27 de ilProgettoSostenibile

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