18
Feb

Materiali a memoria di forma per un involucro ad alta efficienza energetica

Mario Cristiano

Un’aliquota più che consistente del costo di realizzazione di ogni manufatto edilizio è rappresentata senz’altro dalla progettazione e messa in opera dell’involucro, aliquota che cresce per gli edifici della cosiddetta architettura internazionale. Tale costo è legato alla ricerca e all’utilizzo di tecnologie avanzate e di una molteplicità di materiali quali vetro, metallo, pietra, ceramica, impiegati anche per sperimentare e acquisire nuove forme di espressività; cosicché l’involucro si è sempre più allontanato dalla forma compatta e uniforme che lo contraddistingueva tradizionalmente per acquisire nuove trasparenze e prestazioni.
In realtà, appare che questa ricerca sia più spesso motivata dall’intento di raggiungere nuove qualità e impressività delle immagini e della conseguente esposizione mediatica che non dalle ormai comunque universalmente riconosciute esigenze relative al contenimento energetico e alla sostenibilità ambientale.
Tali esigenze devono, allo stato attuale, essere considerate primarie e sono chiaramente legate alla necessità di garantire il comfort termico e igrometrico degli spazi confinati nonché il contenimento dei consumi energetici mediante il soddisfacimento di numerosi requisiti prestazionali.
Come elemento di interrelazione tra l’organismo edilizio e l’ambiente circostante, l’involucro deve assicurare una condizione di permeabilità in grado di filtrare in maniera efficiente e adeguata i flussi d’aria e di energia in ingresso e in uscita.
In particolare, dovrebbe idealmente:
• garantire la protezione dagli agenti atmosferici e il mantenimento delle temperature ottimali negli spazi interni;
• schermare, in regime estivo, l’energia radiante del sole per ridurre i carichi termici e captarla, invece, in regime invernale;
• migliorare la qualità dell’aria interna utilizzando meccanismi di ventilazione naturale al fine di ridurre il carico termico, usando, ad esempio, la facciata come componente attivo di controllo della ventilazione; (…)

L’articolo completo è pubblicato sul numero 30 de ilProgettoSostenibile (vai all’indice)

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