piano paesaggistico
18
Feb

Il progetto locale: coscienza di luogo e autosostenibilità

Alberto Magnaghi

The local project is grounded upon rediscovering and putting in value local societies able to develop active relationships with their own life environment, fostering place consciousness and self-government within a context of open relations and exchanges.
Place consciousness means knowing how places, as common heritage (natural environment, energy, urban and rural settlements, landscape), are the base for biologic and social reproduction of each community, as well as for the production of lasting wealth.
Such a consciousness grows through rebuilding both contextual knowledge (community maps, eco-museums) and expert multidisciplinary knowledge. Once socially shared, identitarian place representation becomes a “statute”. This is a necessary condition for developing “transformation scenarios” towards self-government of place’s life (food, energy, environmental resources reproduction, urban and rural maintenance, etc.).
The local project redefines the role of municipalities as local community’s self-government tools, and super-local institutions as instruments of “higher level local” within a perspective of fair municipal federalism.
This path requires to decompose the government of each big city, or metropolis, in smaller municipalities, where wider area institutions are meant to produce governance for each bioregional system (“valley sections”, river basins, coastal systems, urban regions).

Il progetto locale che ho sviluppato come approccio territorialista allo sviluppo locale autosostenibile, (Magnaghi 2010a) procede da una visione politica di nuove forme di democrazia partecipativa che prendono corpo attraverso azioni finalizzate alla crescita, al consolidamento delle società locali e al “fare società locale”. Tali società, sviluppate a partire da conflitti territoriali indotti dai processi di globalizzazione economica, nelle esperienze più avanzate, ritessono relazioni attive, affettive, sapienti, con il proprio ambiente di vita, reinterpretandone i valori territoriali attraverso la crescita di coscienza di luogo e di forme di autogoverno, per produrre ricchezza durevole elevando la qualità della vita e il benessere nel contesto di un sistema aperto di relazioni e di scambi.
Questa crescita della società locale non è data: è un progetto, una chance, un’idea cui dare forza politica. Essa vive potenzialmente nei frammenti identitari “resistenti” all’omologazione globale in forme attive; nelle tensioni alla reidentificazione delle comunità locali con i mondi e gli stili di vita legati ai luoghi; nelle pratiche di produzione di valori d’uso e di scambio in forme etiche; nelle azioni di cura dell’ambiente, del territorio e del paesaggio come beni comuni; nelle innovazioni produttive in agricoltura, nell’artigianato, nel terziario avanzato finalizzate al benessere sociale; nella ricostruzione di legami sociali e di spazio pubblico; nelle pratiche di democrazia comunitaria. Questi embrioni di società locali, agenti del cambiamento, devono essere messi in grado di crescere, con un lavoro di tessitura lillipuziana, assumendoli come nodi forti del reticolo di un mondo plurale in grado di promuovere una “globalizzazione dal basso”.
Il patto solidale di una società locale per la valorizzazione dei luoghi non si fonda sulla conservazione di identità storiche date, ma sull’emergenza di identità condivise fra attori interessati alla costruzione del progetto, attraverso un dialogo costruttivo e creativo con i valori patrimoniali (ambientali, energetici, territoriali, urbani, rurali, paesaggistici, socioculturali) presenti nel luogo. I “nuovi abitanti” (nuovi agricoltori, nuovi produttori, nuovi consumatori) che imboccano la strada dello sviluppo locale autosostenibile, interpretano l’identità di un luogo, i suoi valori, la ricchezza del suo milieu, attenti a produrre trasformazioni che ne aumentino il valore. (…)

L’articolo completo è pubblicato sul numero 29 de ilProgettoSostenibile (vai all’indice)

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