edilizia storica
12
Feb

Edifici di valore storico-architettonico

Strumenti operativi di supporto alla progettazione d’interventi di recupero

Edino Valcovich, Raul Berto, Carlo Antonio Stival

Refurbishment operations, referred to both high historical and architectural value buildings and to lower level ones, represents practical expression of sustainability. The current need to integrate energy efficiency requirements and environmental protection operating in architectural recovery context requires a variety of skills and interaction between different disciplines, which show consequently different operational problems. Complexity grows to a greater level working on buildings characterized by high historical value, where the quality of recovery actions depend on constraints determined by issues mentioned above. For these reasons, the possibility of referring to established patterns that support each stage of a project intervention in the recovery and restoration is an important aspect in this subject. In this direction some remarkable experience has been developed (or are developing): we mention Guidelines ATTESS, GBC Historical Building Protocol™, Project SECHURBA. Project ATTESS (Regione Veneto) implements an existing tool for sustainability assessment to identify actions reliable to historic building and to provide for groups of specific criteria for the analysis of the status quo. GBC Historic Building Protocol provides for the inclusion of a new evaluation area “ValenzaStorica”, to approach the themes of historic buildings’ redevelopment in compliance with the operating principles of the restoration. Regarding the project SECHURBA, IEATool’s criterion “Compliance with the principles and international conventions on the restoration” raises the purposes of enhancing and preserving the cultural and historical value of the building under study.

Gli interventi di recupero, siano questi riferiti a edifici di valenza storico-architettonica sia a quelli di minor pregio, rappresentano di per sé una declinazione operativa propria del concetto di sostenibilità. L’attuale necessità di integrare i requisiti di efficienza energetica e salvaguardia ambientale con i principi operativi del recupero architettonico richiede una molteplicità di competenze e un’inevitabile interazione tra differenti ambiti disciplinari, che comportano conseguentemente diverse difficoltà operative. Ancor di più il problema operativo assume un livello di maggior complessità nel caso in cui ci si occupi di interventi di restauro su edifici di particolare valore storico-architettonico, laddove i limiti e la qualità degli interventi si misurano strettamente con i vincoli determinati dalla salvaguardia dei valori più sopra ricordati. Per queste ragioni la possibilità di riferirsi a schemi consolidati che supportino ogni fase progettuale di un intervento di recupero / restauro è un aspetto importante sotto molti punti di vista. In tal senso sono stati sviluppati o sono in fase di elaborazione diversi strumenti, tra i quali citiamo il Progetto A.T.T.E.S.S., il protocollo GBC Historic Building™, il Progetto SECHURBA. Si propone infine una sintetica comparazione tra queste sperimentazioni, al fine di riconoscervi i diversi approcci al tema del recupero del patrimonio storico.

Il Progetto A.t.t.e.S.S. nella regione Veneto
L’accordo stretto nel giugno 2010 tra Regione Veneto, Metadistretti della Bioedilizia e dei Beni culturali e Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici, noto come Progetto A.T.T.E.S.S., si propone come obiettivo primario la costituzione di buone pratiche che possano costituire utili riferimenti operativi per gli interventi sull’edilizia storica, al fine di incrementare le prestazioni energetiche e ambientali complessive implementando i principi fondamentali del restauro.
La premessa al progetto è che i magisteri costruttivi impiegati nel recupero del patrimonio edilizio storico presentano caratteri tipici di un approccio progettuale “bioclimatico”, in quanto imperniati su tecniche costruttive – funzionamento energetico passivo dell’edificio, salubrità dei materiali da costruzione, uso consapevole delle risorse naturali – prive degli apporti attivi di impianti tecnici di climatizzazione e relativo controllo delle condizioni termiche e igrometriche dell’aria indoor. Proprio la concezione sinergica tra il microclima esterno e gli ambienti confinati dell’edificio costituisce la base della progettazione degli interventi sul patrimonio stesso. (…)

Il Protocollo GBC Historic Building
La versione del Protocollo oggetto della trattazione non è ancora definitiva, per cui tutte le riflessioni proposte possono essere considerate come pareri per possibili implementazioni di un lavoro in fase di sviluppo.
Il Protocollo GBC Historic Building considerato è quello pubblicato in Versione Short – Parte 1, v.0.2 il 15/11/2013 ed è relativo alla prima fase di sviluppo concernente la verifica di possibili interazioni con LEED®2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni. La seconda fase di sviluppo prevede lo studio delle possibili interazioni con il protocollo GBC Home, per garantire l’applicabilità alle diverse, possibili, destinazioni d’uso degli edifici storici.
Il GBC Historic Building contiene le stesse aree tematiche degli altri Protocolli di valutazione GBC/LEED®alle quali si aggiunge l’area Valenza storica, specifica per l’ambito del recupero architettonico. In questo senso, il GBC HB rappresenta uno strumento che si basa sul confronto e sull’unione di diversi ambiti culturali: i principi di sostenibilità riconducibili allo standard LEED® e i principi operativi del restauro. (…)

Il Progetto SECHURBA
Il progetto SECHURBA, che coinvolge un consorzio di 13 organizzazioni di 7 paesi europei (Bulgaria, Danimarca, Grecia, Ungheria, Italia, Spagna, Regno Unito), si pone come obiettivo principale la dimostrazione e la divulgazione delle opportunità e delle potenzialità offerte dagli interventi energeticamente sostenibili realizzati sugli edifici di aree urbane storiche, esplicitando i risultati dei casi studio in modo da favorire lo sviluppo  di tali azioni nelle future politiche energetiche e nei programmi locali. I casi studio coinvolgono circa trenta edifici con diverse destinazioni d’uso (gallerie d’arte, musei, chiese, residenze, uffici, …), situati nelle diverse aree di studio, nei quali sono stati effettuati audit energetici al fine di quantificare l’energia potenzialmente risparmiabile attraverso interventi di efficientamento energetico, nel rispetto delle legislazioni nazionali. Tra i principali obiettivi specifici del progetto vi è quello di sviluppare interventi sostenibili con l’intento di ridurre le emissioni di CO2 e l’utilizzo di energia del 40% per almeno 5 edifici di riferimento per ogni centro storico e in almeno 3 comunità urbane, al di là delle richieste legislative europee. (…)

L’articolo completo è pubblicato sul numero 34-35 de ilProgettoSostenibile (vai all’indice)

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