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Mar

Edilizia scolastica. Linee guida per la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente naturale

Paola Gallo

The constant attention shown by the building sector towards the environmental question has led the Ministero dei Lavori Pubblici (Ministry of Public Works) to provide for the updating and improvement of its technical legislation concerning the planning and restoration of school buildings with the aim of reviewing and integrating this same legislation according to future needs. The updating of the technical legislation for school buildings in terms of environmental wellbeing and protection has been one of the most important goals of the guidelines developed by the Ministry with the scientific support of the University. In particular a new category of requirement has been introduced related to the Protection and Respect of the Natural Environment. The section of the regulations concerning the requirements of Environmental Compatibility has been developed according to the following categories of requirements: requirements related to SOIL resources; requirements related to WATER resources; requirements related to MATERIAL resources; requirements related to ENERGY resources. According to the afore mentioned requirements, the structure of the guidelines for the revision of the technical legislation which governs school buildings includes some indicative behaviours and actions which are useful in achieving the environmental compatibility of both new and restoration school building works. 

L’evoluzione dell’insegnamento dal nozionismo di un tempo a naturale connessione teorica con la sperimentazione pratica, è andata di pari passo con le più aggiornate impostazioni pedagogiche secondo le quali si ritiene che provando direttamente ciò che si è imparato sui libri, il livello di apprendimento risulta più veloce ma soprattutto riesce più immediatamente a trasformarsi in cultura personale in quanto stimola e coinvolge in maniera ampia l’ambito sensibile dell’individuo fatto di vista, tatto, odori, udito, gusto. Inoltre la sperimentazione, l’elaborazione e l’affinamento delle pratiche manuali, in quanto attività che comportano il coinvolgimento di gruppi di individui, posseggono anche valenze sociali, abituano alla collaborazione ed al rispetto dei diritti altrui e dell’ambiente in cui si vive. Non solo, ma in una società dove il prolungamento dell’orario scolastico è diventato una necessità dettata anche dagli impegni nelle attività lavorative dei genitori, la scuola diventa anche luogo del dopo scuola, degli incontri e delle attività da svolgere durante il tempo libero anche al di fuori dell’orario scolastico.

Queste nuove esigenze richiedono una diversa impostazione delle strutture scolastiche anche sul piano della scelta del sito, delle volumetrie e delle distribuzioni dello spazio, il tutto in relazione sinergica con la naturalità dei luoghi; si tratta soprattutto di individuare spazi ampi ed elastici, programmare l’evoluzione dell’uso delle strutture mediante un approccio alternativo rispetto a quella architettura che attualmente si identifica con il paradigma di progresso.

In questa direzione e secondo tali premesse, l’edilizia scolastica ha sempre rappresentato un terreno di facile applicazione per la sperimentazione diffusa dei principi di progettazione consapevole nel rispetto dell’ambiente; gli edifici scolastici presentano infatti alcune caratteristiche che li rendono ottimi “soggetti” per un approccio di tipo ambientalmente responsabile e soprattutto per un approccio bioclimatico con le applicazioni di tecnologie innovative ad esso connesso, sia per il tipo di utilizzazione degli spazi che per i loro requisiti: l’uso quasi esclusivo nelle ore diurne, la chiusura estiva, la distribuzione regolare delle funzioni che consente di ottimizzarne l’orientamento, l’esigenza di elevata illuminazione interna, l’uso diretto degli spazi esterni collegati alla struttura ed infine non ultimo il fatto di essere sede di apprendimento e quindi capace di rappresentare uno strumento educativo anche per quanto riguarda i comportamenti in relazione con l’ambiente.

Le scuole sono luogo di soggiorno dai primi anni di vita fino all’adolescenza e quindi possono intervenire sulla crescita della consapevolezza ambientale dei futuri cittadini, oltre che influenzarne il loro benessere psicofisico. I giovani, nella loro fase di educazione e conoscenza, hanno diritto di formarsi una propria opinione e di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano le risorse e lo sviluppo, e la scuola è il luogo preposto a garantire occasioni di accesso ad un corretto approccio alle tematiche di tipo ambientale mediante:
• la conoscenza dell’ambiente e dei cicli biologici; • principio di responsabilità;
• cultura dell’alimentazione. In questo ambito, l’edificio scolastico assume un ruolo primario se riesce a stimolare l’osservazione e l’esplorazione e nel contempo consentire lo sviluppo di concetti quali:
• il rispetto della natura;
• il risparmio energetico; • il rapporto con il mondo animale;
• l’evoluzione tecnologica.

Il quadro normativo di riferimento per la progettazione degli edifici scolastici
Nel corso degli ultimi decenni i problemi di inquinamento e di deterioramento delle risorse naturali si sono aggravati notevolmente. Ciò ha prodotto una intensificazione delle iniziative di politica ambientale, sia a livello nazionale che internazionale, in quanto sono ormai evidenti da un lato la crisi del rapporto tra sviluppo e limitatezza delle risorse e dall’altro la necessità di perseguire il cosiddetto sviluppo sostenibile, ossia uno sviluppo in grado di garantire un’accettabile qualità della vita ed il rispetto per le generazioni future.

Dal decreto in vigore che regola gli interventi sull’edilizia scolastica (nuova costruzione e/o recupero) che risale al ‘75 (Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975, “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”) emerge che il problema ambientale, riferito alla progettazione di edifici scolastici, è legato principalmente alla necessità di relazionare le attività scolastiche con il territorio circostante sia per esigenze didattiche (è questo il caso della scuola materna), di fruibilità (collegamenti accessibili, tempi e modalità di percorrenza, ecc.), o per rispettare i principi di benessere termoigrometrico, acustico ed illuminotecnico.

Comunque nessun accenno alla Salvaguardia Ambientale1 e quindi al rispetto dell’ambiente (in tutte le sue forme) in cui l’edificio scolastico insiste (nel caso di nuova costruzione o di quelle esistenti) e quindi senza tenere conto che le costruzioni inserite in un ambiente naturale o antropizzato che sia, consumano risorse a partire dalla loro fase di programmazione, passando a quella del loro funzionamento fino alla fase di demolizione, causando modifiche ed alterazioni dell’ambiente. Si possono comunque ritrovare nel decreto del ‘75 alcuni requisiti relativi alla compatibilità ambientale, seppur non ancora definiti tali, esplicitati in maniera trasversale rispetto all’articolazione della norma. Infatti, non esiste un vero e proprio capitolo dedicato ma solo richiami diffusi in alcuni stralci della norma che denotano la necessità di accorpare, sotto forma di requisito specifico per la compatibilità ambientale, quelli che erano indicazioni generali definiti per esempio per “la localizzazione della scuola (cap. 1.1 del D.M. ‘75) o per l’identificazione dell’area (cap. 2.0 del D.M. ‘75). In definitiva nei decreti emanati e tutt’ora vigenti, si tiene conto del rispetto per le esigenze degli utenti, anche se in qualche raro caso tutelano in maniera limitata l’ambiente (D.M. 18/12/’75 OMISSIS.2.0.2 l’area non coperta dagli edifici deve essere congruamente alberata, sistemata a verde e attrezzata per consentire un permanente svolgimento, anche all’aperto, delle attività educative e ginnico-sportive; OMISSIS). Comunque anche in questi casi si tratta di rispettare l’esigenza primaria di fruibilità degli spazi aperti secondo specifiche attività educative.

Le nuove esigenze dettate dalla necessità di costruire e/o recuperare in piena compatibilità ambientale, suggeriscono l’adozione di criteri e raccomandazioni che, senza prevalere sulle necessità e le esigenze primarie dettate per la costruzione di edifici scolastici (di qualsiasi ordine e grado), devono essere necessariamente adottati per raggiungere un livello accettabile di sostenibilità delle costruzioni, anche per gli edifici scolastici. Questi criteri si basano sulla necessità di gestire le risorse ambientali in modo responsabile unita all’esigenza sempre più pressante di integrare queste stesse con lo sfruttamento delle risorse rinnovabili.

La struttura scolastica, luogo di educazione e di crescita, si presta molto di più delle altre tipologie edilizie alla sperimentazione; basti pensare alla funzione educativa che l’adozione di programmi che riguardano il coinvolgimento degli alunni e degli insegnanti nella gestione del proprio edificio scolastico per un buon rendimento energetico può avere, anche in vista dell’utilizzo di sistemi alternativi di approvvigionamento di risorse o di gestione delle stesse (vedi ad esempio utilizzo degli impianti fotovoltaici o di pannelli solari, ecc.)2. La scuola, quindi, come educazione a nuove esigenze, come luogo di sperimentazione ed apprendimento di tecnologie innovative e come luogo di diffusione delle informazioni e dei risultati ad oggi ottenuti in questo settore. Allora la nuova articolazione degli spazi dettata da nuove esigenze didattiche potrà sicuramente integrare luoghi di apprendimento per nuove esperienze di partecipazione e conoscenza nel rispetto dell’ambiente. (…)

⇒ l’approfondimento continua sul numero 17-18 de ilProgettoSostenibile

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